Se ne parla da mesi: il fenomeno “Six-seven” è esploso in Italia sul finire del 2025 ma la sua popolarità continua a crescere. Il mondo web è pieno di esagerazioni, tormentoni e contenuti che sembrano nascere dal nulla e poi si dissolvono lentamente nel giro di poco tempo, ma da dove arriva questo meme?
Il Post ne parla in un articolo uscito lo scorso novembre: genitori e insegnanti in Italia hanno iniziato a sentire pronunciare questa “formula” senza un senso apparente. La pronuncia di “Six Seven” è poi accompagnata da un gesto in particolare: i palmi delle mani alzate, una si alza e una si abbassa, come quando si sta soppesando qualcosa. Di recente, anche Papa Leone XIV è stato coinvolto in questo meme, con un video che ovviamente è diventato virale in tutto il mondo.
Come spesso accade nei contesti giovanili, la ripetizione di uno slang specifico (chiamiamolo così) è anche una questione identitaria: se lo capisci fai parte del gruppo, altrimenti sei fuori. “Six Seven” viene spesso paragonato ai Brainrot proprio perché non ha un senso vero e proprio, ma accomuna il linguaggio di un’intera generazione (Z e Alpha, nella fattispecie).
Com’è nato il meme 6-7
La versione più gettonata sull’origine del meme è legata al brano “Doot Doot (6 7)” del rapper Skrilla. Il pezzo è diventato virale sul finire del 2024, la caratteristica è che “Six Seven” viene ripetuto nel ritornello. Il rapper non ha mai specificato nulla a riguardo ma l’ipotesi più plausibile sulla presenza di questi specifici numeri è legata all’altezza degli atleti. Negli USA la misura 6’7″, infatti, corrisponde a circa 2 metri di altezza.
Il brano è diventato popolare proprio grazie ai giocatori di basket, spopolando sui social. L’atleta e creator Taylen Kinney ha iniziato ad usare la frase in alcuni video TikTok, accompagnandola al gesto con le mani che ora milioni di ragazzini riproducono in tutto il mondo. Kinney ha iniziato dando un voto a una bevanda, poi il fenomeno è esploso, è stato emulato anche al di fuori della sfera del basket ed ha preso una strada tutta sua. Oggi può voler dire davvero qualsiasi cosa, è una frase usata anche come riempitivo, come per dire “ok, ci sta” e non deve avere necessariamente un contesto specifico per essere usata.
Il collegamento con il basket
Il fenomeno 6-7 è strettamente collegato al mondo dello sport e del basket proprio perché la maggior parte degli atleti raggiunge quest’altezza. Nelle piattaforme di incontri l’altezza è diventata una sorta di standard nella ricerca di un partner ideale, poi diventato così popolare da diventare anche fonte di contenuti ironici da parte di persone molto alte, prevalentemente atleti, che raccontavano com’è la loro quotidianità associata alla loro altezza fuori dal comune, come la Doorframe Challenge.
Le interpretazioni più macabre
Quando c’è da dare un senso a qualcosa che non ne ha, si possono seguire i percorsi più disparati e possono apparire tutti plausibili. Il sito Knowyourmeme racconta l’evoluzione di “6-7” ed anche le varie interpretazioni che sono state attribuite a questa espressione. Inizialmente c’è stato chi ha pensato che il rapper Skrilla si riferisse a dei numeri civici di Philadelphia e Chicago strettamente legati alla sua vita nelle città in cui ha vissuto. Per qualcun altro, invece, poteva avere un significato più macabro ed essere collegato al codice che la polizia utilizza per segnalare degli omicidi negli USA (10-67). Per altri era un riferimento alla frase “six feet under, seven feet apart” che indica la profondità media a cui viene sepolta una bara.
Tornando all’autore che ha dato vita al brano “Doot Doot (6 7)”, quando è stato interpellato sulla questione ha dato una risposta altrettanto nonsense, dichiarando che 6-7 lo ha aiutato a passare dall’essere una persona negativa ad una persona positiva e specificando anche che ognuno dà il significato che vuole. Al Wall Street Journal, inoltre, Skrilla ha dichiarato di non aver mai dato un significato specifico alla cosa e di non essere interessato a farlo, “ecco perché tutti continuano a ripeterlo”.

L’impatto sulla cultura pop e 67 Kid
Nei Paesi anglofoni la risonanza del meme è stata tale che, come riporta Il Post, “South Park” ha dedicato un intero episodio al fenomeno e il gesto del “six seven”, oggi riprodotto da milioni di ragazzi in tutto il mondo, è stato introdotto anche nei videogiochi “Clash Royale” e “Overwatch 2”. Dictionary.com ha decretato “67” come parola dell’anno nel 2025 proprio per la rapida espansione che il meme ha ottenuto, senza alcun motivo apparente. L’utilizzo massivo del meme, tuttavia, ha portato molti studiosi della comunicazione ad approfondire la nascita e l’utilizzo della frase. In realtà non è niente di diverso rispetto ai già citati brainrot o “skibidi toilet”; la Gen Z e Alpha hanno adottato un linguaggio basato sul nonsense ed hanno trasformato il “67” anche in una stretta di mano segreta.
Tutto questo è sfociato anche in un fenomeno Creepypasta (le leggende metropolitane che nascono e si diffondono sul web). Nel marzo 2025 lo Youtuber Cam Wilder aveva pubblicato un video in cui a un certo punto (al minuto 13:24) un ragazzino si rivolgeva alla telecamera pronunciando il fatidico “67”. Evidentemente euforico, con la sua chioma bionda, l’ice cream haircut e il suo tono di voce alto, il ragazzo (Maverick Trevillian) è diventato un fenomeno virale e il video ha raggiunto quasi 1 milione di visualizzazioni nell’arco di due settimane.
La popolarità di quel brevissimo istante ha dato vita al fenomeno del “67 Kid” (Il ragazzo 67) ed anche al cliché del giovane uomo bianco che ripete compulsivamente un meme. Di conseguenza sono spuntate varie rivisitazioni AI e Photoshop della sua espressione facciale, in particolare in chiave horror e creepypasta. Sicuramente, senza magari nemmeno conoscere il meme, avrai visto da qualche parte questo volto, adesso sai il perché.
Per capire che il fenomeno ha raggiunto l’apice di basterà scoprire che è anche un Easter Egg di Google: digita “67” o “six seven” sulla barra di ricerca e vedi un po’ cosa succede?

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