Fiocco rosso, musetto bianco e zero espressioni facciali: Hello Kitty è uno dei personaggi più riconoscibili e amati al mondo, capace di attraversare generazioni e culture lontanissimi tra loro. Ma quanto conosci davvero la storia dietro quel fiocco?
Una bambina londinese
A dare vita ad Hello Kitty è stata la disegnatrice Yuko Shimizu. Nata a Londra il 1° novembre, che è tutt’oggi una data celebrata dai suoi fan, il suo vero nome è Kitty White e vive a Londra, dove frequenta la scuola elementare. Hello Kitty, infatti, ha circa 8 anni.
Shimizu ha creato il personaggio per l’azienda Sanrio, quella che tutt’oggi ne possiede i diritti. Il debutto ufficiale di Hello Kitty è avvenuto un anno dopo la sua creazione e nel 1976 arrivava anche negli USA. Tutto ha avuto inizio con una semplice stampa su un portamonete in vinile destinato al mercato giapponese. Allora nessuno poteva immaginare che stava per nascere uno dei franchise più redditizi della storia ed una delle icone pop più famose al mondo.
Perché Hello Kitty non la bocca?
È probabilmente la domanda principale su Hello Kitty e la risposta ufficiale di Sanrio è tanto semplice quanto filosofica: Hello Kitty non ha espressioni facciali fisse perché vuole rispecchiare le emozioni di chi la guarda. Se sei triste, Hello Kitty è triste con te. Se sei felice, sorride con te. È un espediente di design tanto minimale quanto geniale, che ha permesso al personaggio di restare universale e pronto ad essere compreso ed interpretato da chiunque, in qualsiasi contesto culturale.
Cose che forse ancora non sapevi su Hello Kitty
Non è un gatto
Anche se per semplificazione la definiamo come una gattina, per via del suo nome e del suo aspetto, Hello Kitty non è un gatto ma una bambina londinese. Nel 2014, lo dichiarò proprio la Sanrio, in occasione di una mostra al Japanese American National Museum di Los Angeles. HK cammina su due zampe, ha amici propri (incluso un gatto vero, di nome Charmmy Kitty) e va a scuola: la notizia fece scalpore in tutto il mondo, tanto da costringere l’azienda a intervenire nuovamente per rassicurare i fan più affezionati per precisare che si tratta di un gatto antropomorfo.
Ha una sorella gemella
Si chiama Mimmi e si distingue solo per un piccolissimo dettaglio: in testa indossa un fiocco giallo anziché rosso e lo posiziona sull’orecchio sinistro anziché il destro.
Quanto è alta Hello Kitty?
Un po’ più di un Puffo: cinque mele impilate, pesa come tre mele. Leggerissima, no?
Hello Kitty ha un gruppo sanguigno
In Giappone il gruppo sanguigno è tradizionalmente associato ai tratti caratteriali, perciò anche Hello Kitty ne ha uno, rientra nel gruppo A.
È stata nello spazio
Se conosci un minimo in Giappone, sai molto bene quanto amino le mascotte. Ecco perché nel 2019 una versione di Hello Kitty ha preso parte ad una missione della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), diventando “mascotte” di una spedizione reale.
Da un portamonete ad un successo globale senza precedenti: Hello Kitty è protagonista di libri, serie, merchandising, collaborazioni con brand di lusso e prodotti da collezione, per adulti e bambini. Il segreto del suo successo è un mix tra nostalgia è universalità, la sua capacità di arrivare emotivamente a qualsiasi tipo di pubblico. Cinquant’anni dopo la sua nascita, Hello Kitty non è classificabile come un personaggio vintage tornato alla ribalta. Per tutto questo tempo, infatti, è rimasta sulla cresta dell’onda attraverso un brand che ha saputo sfruttare un linguaggio estetico, quello kawaii, capace di parlare ad un pubblico trasversale, ma sempre con la stessa intensità. Hello Kitty ha dei superpoteri? Certamente quello di non invecchiare mai.
A proposito, hai dato un’occhiata alle splendide lattine dedicate a lei e Kuromi? Meglio aggiungerle al tuo carrello prima che qualcuno se le porti via!


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