Se Hello Kitty rappresenta la dolcezza allo stato puro, Kuromi ne è da sempre l’esatto opposto: teschio sul cappuccio nero, sguardo dispettoso, un’anima ribelle che si diverte a sovvertire tutto ciò che è “troppo carino”. Non stupisce che i fan abbiano imparato ad amarla proprio per questo contrasto, Kuromi è la parte oscura e un po’ punk dell’universo Sanrio.
Tuttavia, se si scava un po’, anche Hello Kitty ha una storia costellata di leggende, misteri e teorie decisamente meno rassicuranti di quanto il suo aspetto lascerebbe pensare. L’universo di Hello Kitty, infatti, è una fonte preziosa per chi ama i creepypasta. I creepypasta sono racconti horror che nascono e si diffondono sul web, non hanno alcun fondamento ma spesso riscuotono enorme successo (vedi The 6 7 Kid). Il caso più recente è The Backrooms di Kane Parsons, il film che ha spopolato nelle sale nasce proprio come racconto horror sul web. Ma quali sono i racconti più inquietanti che ruotano attorno a Hello Kitty?
Perché non ha una bocca? La teoria inquietante
Sul perché Hello Kitty non abbia un’espressione facciale esiste una spiegazione ufficiale, tenera e poetica: permettere a chiunque la guardi di proiettare su di lei le proprie emozioni, felici o tristi che siano. Online, però, circola anche una versione decisamente più dark di questa. Secondo una leggenda metropolitana diffusasi dal 2008, la creatrice di Hello Kitty, Yuko Shimizu, aveva una figlia gravemente malata. Per salvarla dal cancro alla bocca, Shimizu decise di tentare la via della fede, nella speranza che accadesse un miracolo. Vedendo le condizioni della figlia peggiorare sempre più, si arrese alla via del satanismo per poter stipulare un patto col diavolo. Il patto portò alla creazione di un personaggio di enorme successo in cambio della guarigione della figlia di Shimizu dalla terribile malattia, richiamata proprio dal fatto che Hello Kitty non ha una bocca. Tutto molto inquietante e fantasioso, ma chiaramente anche tutto falso.
Le orecchie sono delle corna?
Un’altra teoria sostiene che le due punte sulla testa di Hello Kitty non siano orecchie feline, ma delle corna. Questo dettaglio è un collegamento forzato all’interpretazione secondo cui in alcuni dialetti cinesi ci sia un’assonanza tra il nome “Kitty” e la parola “demone”. Non esiste alcun tipo di assonanza, inoltre Hello Kitty è un personaggio nato in Giappone (anche se vive a Londra). Quanti personaggi, soprattutto quelli Disney, nel corso degli anni sono stati accostati ad interpretazioni sataniche? Se ne perde il conto ma anche qui, non c’è alcuna base concreta.
La leggenda della creatrice scomparsa
Una delle versioni più elaborate della creepypasta racconta che Yuko Shimizu sarebbe sparita nel nulla un anno dopo la creazione del personaggio. Esaurito il suo patto col diavolo, avrebbe fatto perdere ogni traccia di sé. Non sappiamo come Yuko Shimizu abbia preso tutte queste storie assurde ma possiamo dire con certezza che non è mai sparita. Shimizu ha continuato a lavorare per Sanrio fino al 1976, quando lasciò il lavoro per convolare a nozze e proseguire la sua carriera come freelance. Successivamente Hello Kitty è stata assegnata ad altri designer ma non perché fosse successo qualcosa di strano e folle alla sua creatrice che, a dispetto di quanto si racconti, fece la fortuna della Sanrio ma senza guadagnarci nulla rispetto al successo incredibile ottenuto dal suo personaggio.
Hello Kitty sulla scena del crimine
In mezzo a tutti questi racconti creepypasta, però, c’è n’è uno effettivamente successo. Non si tratta di una leggenda metropolitana, il fatto risale alla primavera 1999 quando, a Hong Kong, la giovane Fan Man-ye fu rapita e fatta prigioniera per poi essere uccisa. Il caso di cronaca nera fu soprannominato dai media locali come “Il caso Hello Kitty”. Si trattava di un caso molto violento e, senza scendere troppo nei dettagli, sulla scena del crimine fu trovatao un peluche di Hello Kitty. Questo episodio disturbante ha però alimentato l’aura dark che nel tempo era stata creata attorno al personaggio attraverso i racconti diffusi sul web.
Hello Kitty per il nucleare
Tra le teorie più bizzarre circolate nel tempo, ce n’è una secondo cui Hello Kitty sarebbe stata creata per rendere lo sviluppo dell’energia nucleare più accettabile agli occhi dei giapponesi. Non c’è alcun riscontro ma, com’è ormai chiaro, un personaggio così famoso può finire al centro di ogni più assurda rappresentazione.
Il kawaii come arma culturale
Perché personaggi come Hello Kitty sono diventati terreno fertile per le teorie più assurde? Diversi studiosi della cultura pop giapponese hanno osservato come l’estetica kawaii, esplosa proprio a partire dagli anni ’70, abbia svolto un ruolo concreto nel ridefinire l’immagine del Giappone nel dopoguerra: da un paese associato a un’industria pesante e militarizzata a un paese capace di esportare dolcezza, innocenza e soft power culturale in tutto il mondo.
In questa lettura, personaggi puliti come Hello Kitty non nascondono nulla di oscuro: sono, semmai, uno strumento di comunicazione straordinariamente efficace, capace di attraversare confini, lingue e generazioni proprio perché privi di qualsiasi elemento divisivo. Il paradosso è che questa stessa pulizia studiata a tavolino è esattamente ciò che ha reso il personaggio così facile da riempire con narrazioni alternative, comprese quelle più inquietanti. C’è un motivo, dopotutto, se personaggi come Kuromi hanno avuto un successo travolgente accanto a Hello Kitty: il contrasto tra dolcezza e oscurità è, da sempre, un terreno narrativo potentissimo. Più un personaggio è perfetto e privo di spigoli, più il pubblico sente il bisogno di raccontarne una versione alternativa, inquietante, nascosta. Non c’è alcuna storia oscura dietro a Hello Kitty ma, nell’arco di cinquant’anni, ha dato vita ad un intero universo di leggende metropolitane, teorie e narrazioni parallele che, in fondo, dicono più cose su di noi che sul personaggio.
Forse è anche questo il segreto del suo successo infinito: essere così universale da poter contenere, allo stesso tempo, il kawaii più puro e il mistero più oscuro. E tu conoscevi già queste leggende assurde? Ed hai assaggiato i drink ispirati a Hello Kitty e Kuromi?


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